Guida alla scelta e all'acquisto di una lampada o illuminatore subacqueo - FAQ

TorceSub offre un'ampia gamma di modelli di torce, lampade e illuminatori subacquei per ogni tipo di applicazione professionale o ricreativa. Attraverso le risposte alle più frequenti domande e curiosità legate all'illuminazione subacquea abbiamo realizzato una piccola e crediamo utile guida alla scelta ed all’uso di un sistema d'illuminazione subacqueo.
Le lampade subacquee si dividono principalmente in tre tipologie: Alogene, LED e HID. Qual è la miglior tecnologia?
In realtà la lampada migliore o la luce migliore non esiste, c’è però certamente una scelta più adatta all’uso che se ne vuole fare. Prima di addentrarci nei criteri di scelta vediamo le differenti caratteristiche di queste tecnologie e qualche informazione sulla luce e sul modo di misurarla.
Cos'è una lampada alogena?
L'alogena è una particolare lampadina dove il filamento di tungsteno viene portato a temperatura più elevata rispetto ad una normale lampada ad incandescenza e quindi emette più luce. Quando il filamento di una lampadina diventa incandescente nell’emettere luce perde però anche degli atomi di tungsteno assottigliandosi ed esaurendosi sino a bruciarsi. Nelle lampade alogene, essendo il filamento più incandescente, il processo di esaurimento dovrebbe avvenire prima ma per ovviare a questo nell’ampolla o bulbo della lampada sono stati inseriti dei gas che formano degli alogenuri (da qui il nome) con gli atomi evaporati di tungsteno. Questo composto gassoso ricade sul filamento incandescente ridepositando gli atomi di tungsteno in un ciclo di rigenerazione continuo, detto alogeno. In particolare l’uso dello Xeno come gas permette di ottenere una luce molto simile a quella solare e quindi queste lampade sono quelle più utilizzate negli impieghi fotografici o e nei proiettori in genere. Normalmente queste lampade durano solo alcune decine di ore contro le centinaia o migliaia di altre alogene ma danno una resa luminosa più elevata oltre ad uno spettro molto simile alla luce solare. Negli impieghi subacquei si usano in genere potenze dai 20 ai 100 Watt alimentate a 6 o 12 Volt. Naturalmente più la lampadina è potente e più richiede pacchi batterie adeguati per assicurare una sufficiente autonomia, un buon compromesso si ha con i 50W dove è normale avere autonomie di 50/60 minuti. Vantaggi di questa tecnologia: ottima resa cromatica, possibilità di regolare l’intensità, basso costo, buona resistenza e durata. Svantaggi: basso rendimento (35 lm/W). Per chiarire meglio: il rendimento di una sorgente luminosa è dato dal rapporto tra la potenza luminosa emessa, espressa in lumen ad esempio, e l'energia impiegata per ottenerla, espressa in Watt.
Cosa sono le lampade a LED?
Il termine "LED" è un acronimo che sta per "Light Emitting Diode", cioè "un diodo che emette luce". I LED sfruttano le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni (nella banda del visibile o dell'infrarosso). Quando si utilizza un LED, è necessario disporre sempre di un'elettronica di controllo della corrente allo scopo di limitarla e mantenerla nei valori consentiti onde evitare che il LED possa bruciarsi. A differenza di quanto comunemente si crede anche il LED produce calore ma lo trattiene al suo interno e deve essere accuratamente progettato e montato per dissiparlo all’esterno, soprattutto quelli di elevata potenza normalmente usati in subacquea, pena la distruzione del LED stesso. In ottica subacquea le lampade a LED hanno due grandi vantaggi: l’autonomia, data dal basso consumo, e la resistenza agli urti (non c’è un filamento che si può rompere). Vantaggi di questa tecnologia: ottima resistenza e durata, alto rendimento (40-60 lm/W), costo medio. Svantaggi: resa cromatica ridotta, potenza unitaria di un singolo LED bassa (per ottenere rese paragonabili ad altre tecniche occorre quindi impiegarne più di uno in contemporanea). C’è da dire che la tecnologia dei LED si sta evolvendo molto rapidamente e vengono immessi sul mercato LED sempre più potenti e con temperature di colore sempre più calde consentendo di produrre lampade adatte anche all'uso fotografico (come le nostre teste illuminanti a luce "calda").
Che cos’è la temperatura di colore?
La temperatura di colore di una sorgente luminosa è una misura numerica della sua resa cromatica. Si basa sul principio che un qualunque oggetto, se riscaldato a una certa temperatura, emette luce di colore variabile in funzione della temperatura. Il sistema di riferimento si basa sulle variazioni di colore di un 'corpo nero radiante' ideale, riscaldato e portato da una condizione di nero, freddo, a quello di bianco incandescente. Man mano che aumenta la temperatura, il corpo dal nero iniziale passa al rosso, all'arancio, al giallo, al bianco, al bianco/blu. La temperatura di colore di una sorgente luminosa è quindi la temperatura, espressa in gradi kelvin (K), alla quale il colore della luce emessa dal corpo corrisponderà esattamente a quello della sorgente luminosa. Ogni sorgente luminosa, in particolare il sole, non emette luce di un solo colore ma la emette in modo più o meno distribuito lungo tutto lo spettro. Quindi la “somiglianza” da noi percepita rispetto alla luce solare non dipende solo dalla temperatura di colore di una sorgente luminosa ma anche dallo spettro che essa emette.
Le lampade HID, o HID-Xenon, in che cosa sono differenti?
Sono lampadine senza filamento metallico dove la luce viene prodotta da una scarica elettrica continua tra due elettrodi immersi in un'atmosfera di gas (HID è l’acronimo di High Intensity Discharge), in genere Xeno. Per generare la scarica iniziale è necessaria una tensione di decine di migliaia di volt per cui devono essere controllate da un’apposita centralina elettronica (il cosiddetto “ballast”) che si occupa successivamente di ridurre la tensione e stabilizzare la luce. La luce prodotta è molto intensa e di tonalità bianca azzurrognola ed il rendimento luminoso molto alto, circa 100 lm/W. Vantaggi: essendo disponibili anche con potenze discrete possono generare una luce intensa con una buona autonomia e relativamente bassi consumi. Svantaggi: il costo, quello della lampadina può superare anche i 100 Euro e così dicasi della centralina, la sensibilità anche a piccole tracce di condensa (le tensioni impiegate vanno dai 6.000 ai 30.000 volt, quindi basta poca umidità per mandare in corto la parte elettronica), sensibilità agli urti.
Mi è capitato di leggere che una certa lampada a LED o HID equivale, ad esempio, ad un'alogena da 50 Watt, che cosa si intende?
In pratica nulla o quasi nel senso che i Watt rappresentano il consumo di energia e siccome ogni fonte di luce ha un rendimento diverso, uno spettro diverso, una temperatura di luce differente, ed ogni lampada ha una parabola con un angolo di emissione differente, paragonarle sulla base dei watt non ha molto significato. E’ un po’ come dire che sembra emettere altrettanta luce di una lampada alogena da 50W, ma è più un opinione, una sensazione visiva personale, che un dato oggettivo. Per paragonare la quantità di luce emessa da una lampada occorre ragionare sui lumen ovvero sulla misura assoluta della luce erogata e non sull'energia assorbita.
Come si misura la luce?
L’unità di misura è la “candela”, indicata dalla sigla cd, che rappresenta il flusso luminoso emesso per angolo solido unitario, ma in genere si trova indicata un’altra grandezza, il “lumen”, lm, che è un’altra misura del flusso luminoso. Al di là delle definizioni e dei rapporti tra queste due grandezze, si può dire in sostanza che due sorgenti di luce che emettono gli stessi lumen possono dirsi ugualmente potenti. Ciò non significa che il fascio di luce di due lampade con gli stessi lumen siano uguali perché poi intervengono altri fattori: l’accuratezza della progettazione e costruzione della parabola, l’angolo e l’ampiezza della parabola, la temperatura di colore della luce.
Ho trovato spesso scritto che una determinata lampada fa una luce di … lux. Cosa significa?
Anche il lux è una misura della luce ma invece che misurare la luce emessa in un certo angolo, come il lumen, misura l’illuminamento di una superficie ovvero 1 lux equivale ad 1 lumen al metro quadro. E’ chiaro che a parità di lumen emessi e di distanza da una superficie, diciamo ad esempio un metro, una lampada dotata di una parabola con un fascio più ampio produce meno lux di una lampada con un fascio concentrato pur avendo la stessa potenza luminosa. Quindi se non si dichiara l’angolo del fascio luminoso e la distanza di illuminazione a cui viene eseguita la rilevazione, anche il lux ha un significato molto relativo nel valutare la potenza di una torcia subacquea. Può comunque essere utile come riferimento sapere che la luce della luna piena arriva al massimo ad 1 lux, il sole all’alba o al tramonto raggiunge i 400 lux, in un giorno coperto da nubi raggiunge i 1.000 lux e, in una giornata tersa, può raggiungere un illuminazione al suolo dai 32.000 ai 130.000 lux.
Ma allora come occorre regolarsi per capire quanta luce fa una lampada?
Se sono indicati i lumen emessi, come abbiamo detto, questo valore rappresenta un ottimo indice confrontabile. Altrimenti, se troviamo indicati i lux, possiamo basarci su questi ma solo se l’ampiezza del fascio di luce delle due lampade a confronto è uguale. Infine, ma solo se siamo nell’ambito della stessa tecnologia, ovvero nello stesso tipo di fonte luminosa, possiamo usare i watt.
Le lampade subacquee possono montare lampadine di potenza superiore?Ad esempio una GS80 può essere utilizzata con una lampadina da 100 W?
In tutti i nostri sistemi illuminanti la potenza indicata nelle caratteristiche tecniche rappresenta la massima installabile. La GS80 ha quindi una potenza massima di 50 W. L'utilizzo di lampade a maggiore potenza comporterebbe la richiesta di correnti eccessive per le batterie, con il loro possibile danneggiamento o lo spegnimento della lampada dovuto alle protezioni elettriche e termiche. Lampadine con potenza inferiore ai dati tecnici sono consentite e permettono di ottenere una autonomia operativa maggiore.
E' meglio mantenere l'illuminatore completamente carico o scarico quando non viene utilizzato?
Tutti i sistemi illuminanti FWT-Schulz adottano accumulatori al NiMH o agli Ioni di Litio. Ogni tipo di accumulatore non dovrebbe mai essere scaricato completamente, ciò ne ridurrebbe la vita. Per questo motivo i nostri sistemi illuminanti sono dotati di un circuito elettronico capace di gestire la fase di scarica e di interromperla al momento appropriato in modo automatico. E’ importante però mantenere carico, parzialmente o totalmente, l’illuminatore quando non viene utilizzato. Se non utilizzato per molto tempo effettuare un ciclo di scarica e successiva carica.
Si possono utilizzare carica batterie diversi con correnti di carica maggiori?
Si raccomanda di utilizzare solo carica batterie intelligenti FWT-Schulz, come riportato sul manuale di istruzioni. Correnti di carica troppo elevate potrebbero compromettere irrimediabilmente il vostro illuminatore.
Posso mantenere sotto carica la mia lampada anche quando la spia luminosa del carica batterie è verde?
La spia verde indica che la fase di carica è ultimata, da quel momento in poi il carica batterie fornisce una corrente di carica molto bassa, per contrastare l'autoscarica della batteria stessa. Utilizzando i carica batterie intelligenti FWT-Schulz si può lasciare collegato il pacco batterie per un tempo indeterminato.
Le batterie utilizzate hanno l’effetto memoria?
Tutti gli illuminatori FWT-Schulz utilizzano batterie al NiMH di moderna generazione o batterie agli Ioni di Litio che non presentano effetto memoria.
Che cosa è l'effetto memoria delle batterie, e come posso evitarlo?
Semplificando, le batterie soggette all’effetto memoria cioè in particolare le Ni-Cd, se non sono completamente scariche al momento della ricarica, si “ricorderanno” di questo livello energetico residuo e durante l’utilizzo non scenderanno oltre questo livello riducendo così la loro capacità energetica: questo è il cosiddetto effetto memoria. Per evitare questo fenomeno è necessario scaricare sempre completamente le batterie prima della loro ricarica. L'effetto memoria non esiste, o è molto limitato, nelle batterie al NiMH (per le quali si consiglia di effettuare dei cicli di scarica e ricarica completi solo in caso di lunghi periodi di inattività per recuperare totalmente la capacità energetica) ed è totalmente assente nelle batterie agli ioni di Litio.
Per riprese o fotografie digitali subacquee è vero che maggiore è la temperatura di colore e migliori risulteranno le riprese?
No, lampade con elevate temperature di colore hanno una componente cromatica che tende al blu. Nonostante i sistemi di bilanciamento automatico del bianco, per riprese digitali è opportuno avvicinarsi il più possibile alla allo spettro solare, ovvero ad una luce bianca dotata di tutte le componenti cromatiche. Con le tecnologie attuali il tipo di luce che più si avvicina a tali caratteristiche e con potenze sufficienti è la lampada alogena o le LED "calde".
Quali sono le differenze tra batterie al Nickel Cadmio (NiCd), batterie al Nickel Metal Idrato (NiMH) e batterie a ioni di Litio?
Tra questi tre tipi di batterie, le batterie al Nickel - Cadmio (Ni-Cd) sono quelle con la minor energia specifica (ovvero la quantità di energia elettrica immagazzinata a parità di peso), un tasso di auto scarica rilevante ed un effetto memoria elevato. Hanno in compenso una vita lunga (circa 1500 cicli di carica e scarica) e una corrente di scarica molto alta, possono cioè erogare molta corrente in poco tempo senza danneggiarsi. Il difetto maggiore di queste batterie è l'effetto memoria ma il motivo principale per il quale stanno andando in disuso è l’alto potere inquinante del Cadmio.
Le batterie al Nickel Metal Idrato (NiMH) hanno una buona energia specifica, un tasso di auto scarica paragonabile a quello delle Ni-Cd, un effetto memoria molto ridotto (assente in quelle di ultima generazione come quelle da noi utilizzate). Hanno tuttavia una vita più breve (circa 500 cicli) e una corrente di scarica minore.
Infine le batterie agli ioni di Litio hanno un’elevata energia specifica (quindi a parità di energia pesano meno delle precedenti), un tasso di auto scarica ridotto, nessun effetto memoria, una corrente di scarica elevata, una vita media elevata (circa 1000 cicli) e un ridotto tempo di ricarica. Il loro limite al momento è il costo decisamente più elevato rispetto alle precedenti, per questa ragione al momento le utilizziamo solo in alcuni modelli di punta come la GS50.
Ho notato che il pacco batterie durante la fase di carica si riscalda, è normale?
Sì, quando si sottopone a ricarica una batteria, la temperatura della stessa aumenta in modo significativo a causa della sua resistenza interna. Pertanto è normale che le batterie possano essere calde alla fine di una ricarica, in particolare se si è eseguita una ricarica rapida.
Che manutenzione devo fare alla mia lampada?
I sistemi illuminanti FWT-Schulz sono stati tutti progettati e realizzati per rendere minimo il rischio di guasto e escludere eventi di corrosione impiegando materiali e trattamenti superficiali particolari, tuttavia un’appropriata manutenzione ne può aumentare la vita.
Dopo ogni immersione in mare risciacquare sempre le parti esterne dell’illuminatore con acqua dolce corrente, meglio se leggermente tiepida. Questa operazione consente di eliminare del tutto gli eventuali residui di sale accumulatisi sulla superficie del prodotto. Prima di rimuovere il tappo di ricarica o di aprire l’illuminatore, asciugarlo accuratamente per evitare che vi possa entrare dell’acqua. Dopo l’utilizzo ricaricare sempre il pacco batterie, le batterie ricaricabili non devono mai essere lasciate scaricare completamente, ciò potrebbe compromettere seriamente le specifiche del prodotto e la vita delle batterie (per scarica completa qui si intende oltre il limite di protezione dato dall’elettronica interna, ciò potrebbe avvenire solo se la torcia, una volta scarica, fosse lasciata inattiva con la sola carica residua. Per effetto dell’auto scarica questa carica residua si ridurrebbe nel tempo ulteriormente sino alla reale completa scarica).
Dopo la fase di ricarica lasciare raffreddare completamente l’illuminatore prima di riporlo. Prima di rimettere il tappo di ricarica o richiudere l’illuminatore verificare l’integrità delle guarnizioni o-ring. Se risultassero particolarmente secche, lubrificarle con un velo di grasso di vaselina. Controllare sempre che la sede di tenuta sul corpo dell’illuminatore sia pulita. Non toccare mai il bulbo illuminante con le dita, usare sempre un panno asciutto o un pezzo di carta pulita. Nel caso accidentale che ciò avvenisse, pulire la superficie del bulbo con alcool poi asciugare completamente prima di collegarlo nuovamente.
Come mai la guarnizione sotto il tappo di ricarica è di colore diverso?
Le lampade FWT-Schulz dotate di tappo di ricarica adottano una guarnizione di tenuta di colore rosso in modo che il suo colore ne evidenzi bene la presenza anche in condizioni di scarsa illuminazione. Questo al fine di evidenziare una sua eventuale assenza o posizionamento scorretto che potrebbero portare all'allagamento e al conseguente danneggiamento della torcia subacquea.
Speriamo di esservi stati utili con queste brevi indicazioni e confidiamo possiate trovare il vostro sistema ideale tra le nostre proposte
Un augurio di acque serene e luminose!
Massimo Carello
CEO TorceSUB







